L'isola di Tinos

Tinos è l'abitazione di Aeolos, il Dio dei Venti che ha tentato di aiutare Ulisse nell'avventura del ritorno a Itaca.

 

Nel 1822, una vecchia monaca, ha visto in una sua visione la Madonna e seguendo le Sue parole è stata scoperta la miracolosa Icona di Megalohari. Questa monaca era Santa Pelagia e l'icona che è stata trovata è dell'Annunciazione. Il giorno del ritrovo dell'icona, il 30 Gennaio, per la ricorrenza di questo fatto si effettua ogni anno una fiaccolata e girano i tradizionali fanalini, mentre nello stesso tempo si cantano gli inni locali di grazia per la divina beneficenza di Tinos. Vale la pena seguire questo spettacolo unico nel suo tipo.

Per la maggior parte dei Greci, Tinos è l'isola della Madonna. Oltre ai miracoli che sperano dalla Madonna, chi viene a Tinos si troverà davanti a un altro inaspettato miracolo che sarà la conoscenza dell'isola. Un'isola veramente bellissima e di grande interesse per il tutti i visitatori.

 

Consigli utili per visitare Tinos

 

Tinos si trova a poca distanza da Andros. I punti più vicini tra le due isole distano appena mezzo MN. ìvle anche vicina a Syros e Myconos. È una tipica isola delle Cicladi, con più di 40 paesi tradizionali e ha 750 piccole e grandi chiese e altrettante bellissime colombaie, veri c propri capolavori dell' architettura popolare. L'isola è attaccata da venti molti forti che creano suggestive immagini, con i colori delle nuvole e il fondo azzurro del cielo, motivo per cui gli antichi consideravano Tinos, l'abitazione di Aeolos. Dio del Vento. Allora Ulisse è passato per forza da Tinos!

Il suo terreno è piuttosto ondulato e ricco di bellezze naturali. Ci sono bellissime spiagge, molti luoghi di eccellente bellezza naturale e numerose curiosità.

II vento è il compagno quasi giornaliero degli abitanti di Tinos durante le giornate più calde dell'estate portando rinfresco quando in altre isole o su terraferma si raggiongono temperature superiori ai 35 gradi.

 

perchè dici ciò Umberto?

-È una verità della vita. Prendete Tinos per esempio. Gli Iraniani per l'invasione contro la Grecia avevano requisito una nave di Tinos ma essi (i marinai) hanno disertato nella parte della Grecia perchè sentivano la provenienza greca.

La Fede Cristiana è l'anello di connessione principale dell'isola con l'Impero Bizantino. I Veneti sono arrivati qui con le crociate, una campagna che porta i segni evidenti della guerra religiosa. Nel 1821, gli abitanti si ribellarono contro il potentissimo Impero Romano credendo che la libertà è più preziosa della vita da schiavi.

-                     Cos'altro dice il nostro storico di Tinos?

-                     La maggior parte sarà vista e discussa. Comunque, i primi Greci sono arrivati nel 1000 DC ca e il nome Tinos deriva forse dalla parola dei Fenici TANNOTH che significa "serpente".

Non deve meravigliarvi il fatto che Tinos si chiamava anche "C)fiousa", cioè piena di serpenti i quali furono comunque sterminati dal Protettore Nettuno.

L'unica cosa che mi meraviglierà sarà se non avrai da proporre dove poter andare.

trattenimento del suolo per riuscire a coltivare la terra. Tinos dispone di bellissime spiagge, molti luoghi di eccellente bellezza naturale e numerose curiosità,

 

 

L'architettura di Tinos


Volaks è un paesaggio lunare, il cui particolare architettonico sono strani macigni che lo rendono unico al mondo. Pirgos è uno dei più bei villaggi delle Cycladi, luogo di nascita di grandi artisti soprattutto scultori, artisti e dotti, come il pittore N. Lytras, il musicista Skalkotas, gli scultori D.FilIipotis, G. Halepas e molti altri. Fino ad oggi continua a essere un nucelo vivo di creazione artistica, poichè oltre la Scuola di Belle Arti che si trova qui, troverete moltissimi laboratori — esposizioni di marmo. La casa di Halepas è un museo, mentre nel villaggio esiste anche il Museo di Artisti Panormites. A Falatados, villaggio del 1400 DC, c'è da vedere la Piazza di Megalohari, gli ammostatoi e le distillerie di grappa.

Moudiados ha un'età di 1000 anni, a Karya si trovano delle bellissime casette, a Ktikados risiedono molte curiosità architettoniche e la vecchia fontana. Qui durante la festa di Ypapanti (2 Febbraio) apparecchiano le tavole in tutte le case, come in tutti i paesi di Tinos il giorno della festa del Santo Protettore. Dopo la messa nella chiesa segue la festa, una vera gioia dove vengono offerti dolci, bevande e piatti a tutti. A Tinos si possono vedere costumi e tradizioni che in altri posti della Grecia sono ormai dimenticati. Festeggiano ancora la nuova mietitura dell'anno, mentre grandi feste si celebrano per la grappa e il giorno della macellazione del maiale con il quale la famiglia rassicura la carne per tutto l'anno. A Tinos vi sono molte chiese private. Le famiglie o i paesi che festeggiano aprono le loro case e offrono a tutti. Ci sono anche altri bellissimi paesi (Steni, Arnados, Ksinara, Kampos, Loutra, Tarampados, Kardiani, Ysternia, Tripotamos, Dyo Horia, Triantaros, Sclavohorio ecc) che sono di particolare interesse per lo storico Umberto, l'architetto Penelope e ogni visitatore.

 

Le colombaie sono vere opere d'arte

I Veneti hanno l'esclusiva per la costruzione e la manutenzione delle colombaie e si dice che le colombe fossero sfruttate come mezzo di comunicazione (oltre che per la gustosissima carne e l'utilissima pollina). Nel 18" secolo i muratori di marmo locali, decoravano le colombaie rendendole delle opere d'arte usando materiali semplici (terra, pietra e calce) e sfruttando il gioco dell'ombra con la luce.

Le colombaie si costruivano in punti ben precisi, sono quadrilatere, bianche all'esterno e con le aperture per gli uccelli in tutte le parti eccetto quella nord. Ne esistono a due piani, tre piani e anche a quattro piani, come quella del paese Agapi. A Krokos se ne trova una molto antica e l'unica tonda fuori Hora. Tarampados ne ospita un gran numero di grande importanza e una particolarmente impressionante si trova a Mesi.

Di particolare interesse sono anche i mulini a vento. Ne troverete molti a Ysternia, Kampos, Skalados, Visylo, nella località Varvani Myli e altrove. Attualmente non restaurati, vittime anche questi della civiltà, aspettano uomini sensibili che si interesseranno e si prenderanno cura di questi.

 

A Tinos si dovrebbe soggiornare un anno per riuscire a gustare tutti i suoi piatti e scoprire tutti i suoi segreti. Cominciamo in Agosto con i fichi. Raccoglierli, seccarli al sole e preparare vari dolci. Devo essere qui per la vendemmia. Ci sono vari tipi di uva: "potamisia" (del fiume), "mauropotamisa" che da mosto nero, rozakia, fragole, roditika, aspradia e altre varietà. Producono uvette, ottimi vini, vino retsina e si produce la sapa e la grappa. Dopo le vigne, ci occuperemo di olive, olive di vari tipi davvero deliziose. E certamente, a Ottobre a "hirosfagia" devo essere presente per studiare la tecnica. Del maiale non si butta via niente. La testa e le zampe danno la galantina, con la carne si fa la "syglina", le salsicce, mentre con il vino rosso dolce si fa la "louza". Anche le ossa vengono salmistrate per fare delle zuppe. Lumache, funghi, erbe, selvaggina, sono tutti ingredienti che producono splendidi piatti locali. Mangiare tanto da leccarsi le dita. Miele, sapa, vino, grappa, sono cose che posso portare via con me. Inoltre si possono trovare ottimi formaggi, groviera, volakia, petroto, malathounia. I dolci è meglio consumarli sul posto: Xerotigana, avgokalamara, tiganies, loukoumades, kourabiedes, finikia, katimeria (sfoglia fritta con impasto dolce), psarakia. I Psarakia sono ripieni di noci e gallette e sono impastati con zucchero e cannella. Per non parlare delle torte. Torte di mosto, skepastarakia, tsimpita e tortine di formaggio soprattutto durante il periodo della Pasqua. Tinos è il paradiso del buongustaio, basta saper cosa cercare.